No, in realtà il titolo originale è Factotum, però all’università a Napoli c’era una persona che si distingueva perché era bella ed era una delle più intelligenti e affascinanti del corso: Francesco. Il nick che usava (che usa) è Fucktotum. Geniale.
Ieri ho finito di leggere il libro che racconta con estremo cinismo, ironia tagliente, disincanto disperante, la sua vita da reietto alternando innumerevoli lavori diversi che non durano più di qualche settimana, qualcuno solo poche ore, tra una bevuta, una puntata ai cavalli, una cagata, una terapia per le piattole (che fino a ieri non sapevo cosa fossero, per fortuna) e una calda scopata.
Le scopate però in questo libro incidono di meno rispetto agli altri; quello che invece resta è la sensazione che la vita sia un terribile incidente che ci travolge senza che noi possiamo fare nulla per evitarlo.
Trovo unico il suo modo di scrivere ridotto all’essenza, senza orpelli, con un disprezzo per le descrizioni e per gli aggettivi, una semplicità che mi disarma ogni volta e mi tiene incollato al suo racconto.
Ale